Descrizione
La Martorana, o Santa Maria dell'Ammiraglio, è una chiesa normanna del 1143 affacciata su piazza Bellini, nel centro storico di Palermo, famosa per i suoi mosaici bizantini a fondo oro. Fa parte dell'itinerario arabo-normanno dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Accanto sorge la chiesa di San Cataldo. Qui si celebra ancora in rito bizantino.
Per entrare si passa dal campanile del XII secolo, una torre quadrata con tre ordini di grandi bifore. Dentro, la prima parte è settecentesca, con volte affrescate. Poi si arriva alla chiesa medievale, il nucleo originale, con pareti e cupola rivestite di mosaici.
Nella cupola il Cristo in trono domina dall'alto. Più in basso scendono i quattro arcangeli e i patriarchi, mentre nelle nicchie stanno gli evangelisti. È considerato il ciclo di mosaici bizantini più antico della Sicilia.
Sulla parete d'ingresso ci sono due mosaici da non mancare. In uno, Ruggero II vestito da imperatore bizantino viene incoronato da Cristo in persona. Nell'altro, l'ammiraglio Giorgio d'Antiochia, fondatore della chiesa, si prostra davanti alla Madonna per offrirle l'edificio.
Al fondo del santuario c'è una cappella barocca a tarsie di marmi colorati, progettata da Paolo Amato: sostituì l'abside originale, abbattuta a fine Seicento. Nella chiesa si vedono anche una iconostasi antica e grandi icone bizantine della comunità italo-albanese.
Nel 1194 la nobildonna Eloisa Martorana e il marito Goffredo fondarono accanto alla chiesa un monastero benedettino, e nel 1433 la chiesa passò alle monache. Da loro viene il nome «Martorana». Per adattarla al rito latino, nel Seicento cambiarono l'abside e il fronte.
Poi arrivarono le arance. Nel settembre 1535 Carlo V visitò Palermo, ma gli aranci del giardino non erano maturi. Le monache modellarono frutti di pasta di mandorle, li colorarono e li appesero ai rami. Nacque così, dice la tradizione, la frutta di Martorana.
Dal 1937 la chiesa è tornata al culto bizantino. È sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci, punto di riferimento degli italo-albanesi di Palermo, che pregano in greco antico e in albanese.
Da non perdere
• I mosaici della cupola.
• Ruggero II incoronato da Cristo.
• Giorgio d'Antiochia ai piedi della Madonna.
• Il campanile.
Lo sapevi?
• Sopra il re c'è scritto «Rogerios rex»: parole latine, ma in lettere greche.
• Giorgio d'Antiochia fece costruire anche il Ponte dell'Ammiraglio sul fiume Oreto.
• L'interno si vede in una scena del film Il talento di Mr. Ripley, del 1999.
Per entrare si passa dal campanile del XII secolo, una torre quadrata con tre ordini di grandi bifore. Dentro, la prima parte è settecentesca, con volte affrescate. Poi si arriva alla chiesa medievale, il nucleo originale, con pareti e cupola rivestite di mosaici.
Nella cupola il Cristo in trono domina dall'alto. Più in basso scendono i quattro arcangeli e i patriarchi, mentre nelle nicchie stanno gli evangelisti. È considerato il ciclo di mosaici bizantini più antico della Sicilia.
Sulla parete d'ingresso ci sono due mosaici da non mancare. In uno, Ruggero II vestito da imperatore bizantino viene incoronato da Cristo in persona. Nell'altro, l'ammiraglio Giorgio d'Antiochia, fondatore della chiesa, si prostra davanti alla Madonna per offrirle l'edificio.
Al fondo del santuario c'è una cappella barocca a tarsie di marmi colorati, progettata da Paolo Amato: sostituì l'abside originale, abbattuta a fine Seicento. Nella chiesa si vedono anche una iconostasi antica e grandi icone bizantine della comunità italo-albanese.
Nel 1194 la nobildonna Eloisa Martorana e il marito Goffredo fondarono accanto alla chiesa un monastero benedettino, e nel 1433 la chiesa passò alle monache. Da loro viene il nome «Martorana». Per adattarla al rito latino, nel Seicento cambiarono l'abside e il fronte.
Poi arrivarono le arance. Nel settembre 1535 Carlo V visitò Palermo, ma gli aranci del giardino non erano maturi. Le monache modellarono frutti di pasta di mandorle, li colorarono e li appesero ai rami. Nacque così, dice la tradizione, la frutta di Martorana.
Dal 1937 la chiesa è tornata al culto bizantino. È sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci, punto di riferimento degli italo-albanesi di Palermo, che pregano in greco antico e in albanese.
Da non perdere
• I mosaici della cupola.
• Ruggero II incoronato da Cristo.
• Giorgio d'Antiochia ai piedi della Madonna.
• Il campanile.
Lo sapevi?
• Sopra il re c'è scritto «Rogerios rex»: parole latine, ma in lettere greche.
• Giorgio d'Antiochia fece costruire anche il Ponte dell'Ammiraglio sul fiume Oreto.
• L'interno si vede in una scena del film Il talento di Mr. Ripley, del 1999.