Chiesa di San Giovanni degli Eremiti

Chiesa di San Giovanni degli Eremiti

Via dei Benedettini 12-16. (Apri Mappa)

Descrizione

San Giovanni degli Eremiti è una chiesa normanna di Palermo che sembra uscita da una città d'Oriente: cubi di tufo coronati da cupole rosse, un chiostro con giardino e una calma insolita per il centro. È monumento nazionale e dal 2015 fa parte dell'itinerario arabo-normanno dell'UNESCO.

Da fuori colpiscono le cupole rosse. Non è colore antico: lo scelse nell'Ottocento l'architetto Giuseppe Patricolo, che interpretò così alcune tracce di intonaco rosso cupo. Intorno al 1880 tolse anche le sovrapposizioni dei secoli e cercò di restituire alla chiesa il suo aspetto originale.

La pianta è a croce commissa, a forma di T, divisa in campate quadrate, e su ognuna poggia una semisfera. Ai lati del presbiterio due corpi quadrati hanno a loro volta una cupola, e quello di sinistra fa da campanile.

Dentro l'edificio è tutto nudo e raccolto. Le pareti sono di conci di tufo squadrati, a vista, senza decorazioni. Cinque campate quadrate sono coperte da cupolette collegate alle pareti da nicchie, e le absidi semicircolari sono tre.

L'accostamento del quadrato, la terra, al cerchio, il cielo, è un simbolo caro sia alla cultura bizantina sia a quella islamica fatimide.

Il pezzo più bello è il chiostro, la parte meglio conservata del monastero originario, immerso in un giardino lussureggiante. Colonnine binate con capitelli a foglie d'acanto reggono archi ogivali a doppia ghiera, leggeri e slanciati. Nel chiostro c'è anche una cisterna araba.

Sul cortile si affaccia l'oratorio di San Mercurio, sede di una compagnia religiosa fondata nel 1572.

Il nome nasconde un piccolo equivoco. Accanto al monastero sorgeva una chiesa dedicata a san Mercurio, in greco Ermes. I monaci facevano vita da eremiti, i «romiti», e tra Ermete e eremiti il gioco di parole fu fatto: il monastero diventò San Giovanni degli Eremiti.

La tradizione lo fa risalire a san Gregorio Magno e a sua madre Silvia, nel 581. Nell'842 i saraceni lo distrussero. Nel 1132 re Ruggero II lo ricostruì, lo affidò a Guglielmo da Vercelli, fondatore dell'Ordine di Montevergine, e gli diede il titolo di «Reale».

Da non perdere
• Il chiostro.
• Le cupole rosse.
• La cisterna araba.

Lo sapevi?
• Secondo la tradizione qui prese l'abito monastico Agatone, poi diventato papa.
• Dal monastero dipendevano altri monasteri, fondati dall'abate Giovanni Nusco tra il 1157 e il 1163.
• Alla chiesa è documentato un dipinto quattrocentesco di San Giovanni Evangelista, di Tommaso De Vigilia.
• Il monastero fu la prima sede abbaziale della Congregazione benedettina in Sicilia.