Descrizione
La chiesa di San Giuseppe dei Teatini è un grande edificio barocco ai Quattro Canti, nel centro di Palermo: ha un lato su via Vittorio Emanuele e uno su via Maqueda. Dentro, marmi colorati, stucchi dorati e affreschi la rendono una delle chiese più scenografiche della città.
L'esterno ha due facce. Su via Vittorio Emanuele c'è il portale neoclassico, con la statua di San Giuseppe e lo stemma dei Falegnami, un'ascia coronata. Il fianco su via Maqueda ha lesene altissime, archi rampanti e il campanile, rimasto basso.
L'interno è a croce latina, con 34 colonne per lo più di un unico blocco di marmo grigio del Monte Billiemi, e capitelli corinzi. Sulla volta, stucchi dorati di Paolo Corso su disegni di Giacomo Amato e affreschi di Filippo Tancredi con la vita di san Gaetano.
La cupola, rivestita all'esterno di maioliche, è ornata da un affresco di Guglielmo Borremans: «La caduta degli angeli ribelli», del 1724. Sotto, i dodici apostoli dipinti da Antonio Manno nei pennacchi.
Nel transetto sinistro, la Cappella di San Gaetano è una macchina barocca di quattro colonne di marmo rosso (1668), con la tela di Pietro Novelli del santo assunto in cielo. Nella cappella di Sant'Andrea Avellino c'è una tela di Sebastiano Conca.
Da non perdere anche le due acquasantiere sorrette da angeli, all'ingresso, di Ignazio Marabitti. E una cripta con una falda d'acqua, che molti credono miracolosa: oggi arriva a una fontanella nella navata destra.
Il nome di una strada vicina racconta un incidente. Durante il trasporto dalle cave di Monte Billiemi una delle enormi colonne si ruppe, e per questo si chiama «via Colonna Rotta».
I padri teatini arrivarono da Napoli intorno al 1600. Nel 1602 ottennero la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, a patto di costruire una cappella per la corporazione. I lavori della chiesa attuale partirono nel 1612 e fu inaugurata nel 1632.
Il 1943 portò le bombe. La volta centrale fu ricostruita con i suoi affreschi aiutandosi con le fotografie: il lavoro finì tra il 1950 e il 1954.
L'esterno ha due facce. Su via Vittorio Emanuele c'è il portale neoclassico, con la statua di San Giuseppe e lo stemma dei Falegnami, un'ascia coronata. Il fianco su via Maqueda ha lesene altissime, archi rampanti e il campanile, rimasto basso.
L'interno è a croce latina, con 34 colonne per lo più di un unico blocco di marmo grigio del Monte Billiemi, e capitelli corinzi. Sulla volta, stucchi dorati di Paolo Corso su disegni di Giacomo Amato e affreschi di Filippo Tancredi con la vita di san Gaetano.
La cupola, rivestita all'esterno di maioliche, è ornata da un affresco di Guglielmo Borremans: «La caduta degli angeli ribelli», del 1724. Sotto, i dodici apostoli dipinti da Antonio Manno nei pennacchi.
Nel transetto sinistro, la Cappella di San Gaetano è una macchina barocca di quattro colonne di marmo rosso (1668), con la tela di Pietro Novelli del santo assunto in cielo. Nella cappella di Sant'Andrea Avellino c'è una tela di Sebastiano Conca.
Da non perdere anche le due acquasantiere sorrette da angeli, all'ingresso, di Ignazio Marabitti. E una cripta con una falda d'acqua, che molti credono miracolosa: oggi arriva a una fontanella nella navata destra.
Il nome di una strada vicina racconta un incidente. Durante il trasporto dalle cave di Monte Billiemi una delle enormi colonne si ruppe, e per questo si chiama «via Colonna Rotta».
I padri teatini arrivarono da Napoli intorno al 1600. Nel 1602 ottennero la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, a patto di costruire una cappella per la corporazione. I lavori della chiesa attuale partirono nel 1612 e fu inaugurata nel 1632.
Il 1943 portò le bombe. La volta centrale fu ricostruita con i suoi affreschi aiutandosi con le fotografie: il lavoro finì tra il 1950 e il 1954.