Descrizione
La Chiesa di Santa Cita è una grande chiesa domenicana del mandamento Castellammare, a Palermo, intitolata a Zita di Lucca. Le bombe del 1943 le hanno tolto le navate laterali, ma abside e transetto sono intatti e custodiscono marmi rinascimentali e barocchi di prim'ordine.
Dietro l'altare maggiore c'è l'arco di Santa Cita di Antonello Gagini, del 1516: santi domenicani chini sulle Scritture, storie della santa e gli Evangelisti scolpiti nel marmo. Nel transetto, la Cappella del Rosario è un trionfo barocco di marmi mischi, con i Misteri del Rosario in altorilievo di Gioacchino Vitagliano su modelli di Giacomo Serpotta.
La chiesa di oggi, consacrata nel 1603, sostituì quella trecentesca della comunità lucchese: molti monumenti funebri che Gagini aveva scolpito per la vecchia chiesa furono rimontati nella nuova. Nel dopoguerra fu deposito di derrate e aula di tribunale, prima di riaprire nel 1952 come parrocchia di San Mamiliano.
Dalla cappella dei Lanza di Trabia una scala scende alla cripta della famiglia. Vi riposa anche Laura Lanza, la baronessa di Carini uccisa per mano del padre o del marito per punire il suo tradimento.
Dietro l'altare maggiore c'è l'arco di Santa Cita di Antonello Gagini, del 1516: santi domenicani chini sulle Scritture, storie della santa e gli Evangelisti scolpiti nel marmo. Nel transetto, la Cappella del Rosario è un trionfo barocco di marmi mischi, con i Misteri del Rosario in altorilievo di Gioacchino Vitagliano su modelli di Giacomo Serpotta.
La chiesa di oggi, consacrata nel 1603, sostituì quella trecentesca della comunità lucchese: molti monumenti funebri che Gagini aveva scolpito per la vecchia chiesa furono rimontati nella nuova. Nel dopoguerra fu deposito di derrate e aula di tribunale, prima di riaprire nel 1952 come parrocchia di San Mamiliano.
Dalla cappella dei Lanza di Trabia una scala scende alla cripta della famiglia. Vi riposa anche Laura Lanza, la baronessa di Carini uccisa per mano del padre o del marito per punire il suo tradimento.