Descrizione
La chiesa di Santa Teresa alla Kalsa è una chiesa barocca che si affaccia sulla piazza Kalsa, a Palermo. Il suo nome completo è chiesa delle Sante Anna e Teresa d'Ávila, e la facciata è un piccolo spettacolo di colonne e nicchie.
La facciata, su due ordini, è un gioco di colonne che si fanno sempre più sporgenti verso il centro, quasi a venire incontro alla piazza. Sul portale, due fanciulli reggono un tondo con la Sacra Famiglia, opera di Cristoforo Milanti.
Più in alto, nella nicchia centrale, stanno le due titolari, sant'Anna e santa Teresa d'Ávila. L'architetto fu il palermitano Giacomo Amato, che progettò anche il pavimento di marmi policromi.
L'interno ha una sola navata, ricoperta di stucchi della famiglia Serpotta. Ai lati dell'altare maggiore, due statue in stucco di Giacomo Serpotta, o forse di Procopio, rappresentano le sante titolari: santa Teresa tiene in mano una penna e un libro.
La Cappella del Crocifisso ha un Cristo di legno policromo con la croce rivestita di diaspro, e dietro una Crocifissione con i dolenti in marmo di Carrara scolpiti da Ignazio Marabitti tra il 1781 e il 1783.
L'altare maggiore è tappezzato di agate, ametiste e lapislazzuli, con il tabernacolo ornato di ametiste. Arriva dalla chiesa della Madonna delle Raccomandate, demolita nel 1924.
Il quadro più celebre è l'Estasi di santa Teresa (la Trasverberazione del cuore) di Guglielmo Borremans, del 1722, considerato uno dei suoi capolavori.
La nascita di questa chiesa non fu tranquilla: beghe, ripicche e veti incrociati con altri monasteri segnarono la fondazione, nel 1628, del monastero delle Carmelitane Scalze. Il duca di Montalto e la principessa di Paceco lo promossero, il papa Urbano VIII diede il nulla osta.
I lavori della chiesa attuale partirono nel 1686 e la benedizione arrivò nel 1706, su un progetto di Giacomo Amato. Le monache lasciarono il monastero nel 1866, dopo le leggi eversive, e dal 1947 la chiesa è dei Carmelitani scalzi.
La facciata, su due ordini, è un gioco di colonne che si fanno sempre più sporgenti verso il centro, quasi a venire incontro alla piazza. Sul portale, due fanciulli reggono un tondo con la Sacra Famiglia, opera di Cristoforo Milanti.
Più in alto, nella nicchia centrale, stanno le due titolari, sant'Anna e santa Teresa d'Ávila. L'architetto fu il palermitano Giacomo Amato, che progettò anche il pavimento di marmi policromi.
L'interno ha una sola navata, ricoperta di stucchi della famiglia Serpotta. Ai lati dell'altare maggiore, due statue in stucco di Giacomo Serpotta, o forse di Procopio, rappresentano le sante titolari: santa Teresa tiene in mano una penna e un libro.
La Cappella del Crocifisso ha un Cristo di legno policromo con la croce rivestita di diaspro, e dietro una Crocifissione con i dolenti in marmo di Carrara scolpiti da Ignazio Marabitti tra il 1781 e il 1783.
L'altare maggiore è tappezzato di agate, ametiste e lapislazzuli, con il tabernacolo ornato di ametiste. Arriva dalla chiesa della Madonna delle Raccomandate, demolita nel 1924.
Il quadro più celebre è l'Estasi di santa Teresa (la Trasverberazione del cuore) di Guglielmo Borremans, del 1722, considerato uno dei suoi capolavori.
La nascita di questa chiesa non fu tranquilla: beghe, ripicche e veti incrociati con altri monasteri segnarono la fondazione, nel 1628, del monastero delle Carmelitane Scalze. Il duca di Montalto e la principessa di Paceco lo promossero, il papa Urbano VIII diede il nulla osta.
I lavori della chiesa attuale partirono nel 1686 e la benedizione arrivò nel 1706, su un progetto di Giacomo Amato. Le monache lasciarono il monastero nel 1866, dopo le leggi eversive, e dal 1947 la chiesa è dei Carmelitani scalzi.