La Cala

La Cala

Via Cala 116. (Apri Mappa)

Descrizione

La Cala è un'insenatura nel cuore di Palermo: il porto più antico della città, tra via Francesco Crispi e il Foro Italico. È un porticciolo a forma di «U» che si apre sul Porto di Palermo, circondato dal centro storico.

Qui nacque la città. Per i Fenici era un approdo naturale, molto più profondo di oggi, dove sfociavano i fiumi Kemonia e Papireto, ora scorrenti sottoterra. E il nome greco di Palermo, Pànormos, si legge proprio «tutto porto».

La Cala era protetta a est dal Castello a Mare. Il molo fu costruito tra il 1300 e il 1445, e il bacino restò l'approdo principale fino al Cinquecento, quando il traffico si spostò nei quartieri di Santa Lucia, il Borgo vecchio, e Sant'Erasmo.

Il simbolo del porto è la chiesa di Santa Maria della Catena, gotico-catalana, che si affaccia proprio sull'acqua. Fu progettata da Matteo Carnilivari e finita intorno al 1520 con gli architetti Scaglione e Belguardo.

Il nome viene da una catena lunga e massiccia che chiudeva il porto per sicurezza: un capo era legato al Castello a Mare, l'altro a una chiesetta sul lato opposto. Quella chiesetta, dedicata alla Madonna del Porto, è oggi una cappella laterale della grande chiesa.

Secondo la tradizione, nell'agosto 1392 una tempesta fece rimandare l'esecuzione di tre condannati a morte. Le autorità li rinchiusero nella cappella, legati con robuste catene, e le catene si spezzarono per intercessione della Vergine.

Nel 1581 il viceré Marcantonio Colonna prolungò il Cassaro fino al mare con Porta Felice, e la zona del porto entrò nel giro dei monumenti più importanti della città. Il miracolo diffuse la devozione alla Madonna della Catena in Sicilia, in Calabria e oltre, e i pellegrini portarono doni per costruire una chiesa più grande.

I progetti per il futuro non sono mancati: il piano regolatore del 1939 ipotizzava di interrarla, di squadrarla o perfino di scavalcarla con un ponte tra il lungomare Crispi e il Foro Italico. Nessuno fu attuato.