Oratorio di San Lorenzo

Oratorio di San Lorenzo

Via Immacolatella 8-20. (Apri Mappa)

Descrizione

L'Oratorio di San Lorenzo, nella Kalsa accanto alla basilica di San Francesco, è una piccola sala che sembra uno scrigno: le pareti sono coperte dagli stucchi di Giacomo Serpotta, forse il punto più alto della sua arte. Era la sede di una confraternita di laici.

Il cuore della visita sono gli otto teatrini di stucco: piccoli palcoscenici in rilievo che raccontano le storie di san Lorenzo e di san Francesco. Su un lato la vita del santo di Assisi, dall'incontro con il Sultano a Damietta fino alle stimmate.

Sull'altro lato scorre la storia di Lorenzo, il diacono martire: dona i beni della Chiesa ai poveri, parla con papa Sisto II, affronta il supplizio. Sulla parete di fondo, in altorilievo, subisce il martirio sulla graticola.

Tra un teatrino e l'altro stanno le grandi statue delle Virtù, da Accoglienza e Penitenza a Carità, Misericordia e Verità, circondate da una folla di puttini. Gli stucchi sono del 1700 circa e mostrano tutta l'invenzione di Serpotta.

Sopra l'altare c'era la Natività di Caravaggio, una pala con i santi Francesco e Lorenzo alta quasi tre metri. Fu rubata nella notte tra il 17 e il 18 ottobre e non è mai stata ritrovata.

La scena è un presepe semplice, in una stalla di travi, con un angelo che scende dall'alto. Il critico Roberto Longhi l'aveva definita l'opera meglio conservata fra quelle dipinte da Caravaggio in Sicilia. Nel 2024 era il secondo dipinto più ricercato dall'FBI. Al suo posto, dal 2015, c'è una copia realizzata con analisi scientifiche e tecnologie avanzate.

La Compagnia di San Francesco, che qui si riuniva, aveva un compito preciso: dare una degna sepoltura ai poveri della Kalsa. La compagnia fu fondata nel 1564, mentre la chiesa fu costruita nella seconda metà del Cinquecento.

Durante i bombardamenti del 1943 la parete d'ingresso, con le sue decorazioni, fu gravemente danneggiata. Nel 1945 Filippo Mignosi la ricostruì.