Orto Botanico

Orto Botanico

Via Lincoln 35. (Apri Mappa)

Descrizione

L'Orto Botanico di Palermo, a due passi dalla Kalsa e accanto a Villa Giulia, è uno dei giardini più amati della città: dieci ettari con oltre 12.000 specie di piante, edifici neoclassici, vasche d'acqua e alberi giganti. Il posto giusto per una pausa all'ombra.

Il simbolo dell'orto è il grande Ficus magnolioide, arrivato nel 1845 dalle isole Norfolk, nel Pacifico: un gigante dalla chioma enorme, che da solo fa ombra a mezzo viale.

Al centro, di fronte al cancello, sta il Gymnasium, un tempietto neoclassico con due serre ai lati, il Calidarium e il Tepidarium, nati per le piante dei climi caldi e temperati. In fondo al viale centrale si apre l'Aquarium, grande vasca circolare con ninfee e fior di loto.

Il settore più antico è il Sistema linneano: aiuole disposte secondo la classificazione di Linneo, con un grande ginkgo. Da non perdere anche la Serra Maria Carolina, il giardino d'inverno in ghisa, e il palmeto con le cicadee.

La storia comincia nel 1779, quando l'Accademia dei Regi Studi istituì la cattedra di Botanica e un piccolo orto di piante medicinali. Troppo piccolo: nel 1786 fu spostato al Piano di Sant'Erasmo, noto allora per i roghi dell'Inquisizione.

Nel 1787 visitò l'orto Goethe, in viaggio in Sicilia, e ne lasciò una descrizione incantata. A progettare gli edifici fu l'architetto francese Léon Dufourny, colpito dai templi greci dell'isola. Il nuovo orto fu inaugurato nel 1795.

Nell'Ottocento Palermo divenne un riferimento per i grandi orti del Nord Europa, che qui trasferirono molte specie esotiche ancora poco note. Da qui è partita, nell'area mediterranea, l'introduzione del mandarino e del nespolo del Giappone.

L'orto custodisce anche una banca del germoplasma, nata nel 1993: conserva i semi di specie rare o minacciate della flora mediterranea, in ampolle di vetro.