Descrizione
Palazzo Abatellis è un palazzo tardogotico del 1495, nella Kalsa, il quartiere storico di Palermo, lungo via Alloro. È uno splendido esempio di architettura gotico-catalana, e dal 1954 ospita la Galleria Regionale della Sicilia. Anche chi non è interessato all'arte può venire per l'edificio e per l'allestimento che lo accompagna.
La facciata è sobria e imponente, tra due torri merlate. Il portale ha una cornice di pietra con gli stemmi della famiglia Patella-Abatellis, e al piano nobile si aprono trifore leggere. L'insieme sembra un piccolo castello urbano. È considerato uno dei palazzi tardomedievali meglio conservati dell'Italia meridionale, mai rifatto in forme barocche.
Dentro il cortile è il momento più bello: un loggiato a due ordini, con archi ribassati sotto e a tutto sesto sopra, e due scale scoperte una di fronte all'altra. A progettare il palazzo fu Matteo Carnilivari, l'architetto che in quegli anni lavorava anche a Palazzo Ajutamicristo.
Le sale sono state sistemate da Carlo Scarpa, l'architetto chiamato nel 1953 a curare allestimento e arredi. Il suo lavoro è considerato un capolavoro della museografia del Novecento. È un museo da guardare due volte: per quello che c'è appeso e per come è appeso.
Tra le opere, nell'ex cappella c'è il Trionfo della Morte, affresco del Quattrocento illuminato dall'alto. Al primo piano sta l'Annunziata di Antonello da Messina, che è l'opera più celebre della galleria.
Il palazzo ha avuto una storia singolare. Francesco Abatellis, di origini lucchesi, maestro portolano del regno, fu pretore di Palermo e si fece fare la casa nel 1495. Non ebbe eredi da due mogli e dispose che dopo la morte della seconda diventasse un monastero di benedettine.
Non andò così: nel 1526 arrivarono le domenicane. Per ricavare celle e corridoi le ali furono frazionate e le finestre persero le colonnine. Nel 1553 diventò il monastero del Portolano.
Poi la guerra: nella notte tra il 16 e il 17 aprile 1943 un bombardamento fece crollare un'ala e parte di una torre. Dopo i restauri il palazzo fu trasformato in galleria e aperto il 23 giugno 1954.
Da non perdere
• Il cortile con il loggiato.
• Il Trionfo della Morte.
• L'Annunziata di Antonello da Messina.
• L'allestimento di Scarpa.
Lo sapevi?
• Il nome Abatellis è una corruzione di Patella, il cognome della famiglia di Francesco.
• Il museo nacque dalle opere della pinacoteca dell'università e delle collezioni del museo archeologico.
La facciata è sobria e imponente, tra due torri merlate. Il portale ha una cornice di pietra con gli stemmi della famiglia Patella-Abatellis, e al piano nobile si aprono trifore leggere. L'insieme sembra un piccolo castello urbano. È considerato uno dei palazzi tardomedievali meglio conservati dell'Italia meridionale, mai rifatto in forme barocche.
Dentro il cortile è il momento più bello: un loggiato a due ordini, con archi ribassati sotto e a tutto sesto sopra, e due scale scoperte una di fronte all'altra. A progettare il palazzo fu Matteo Carnilivari, l'architetto che in quegli anni lavorava anche a Palazzo Ajutamicristo.
Le sale sono state sistemate da Carlo Scarpa, l'architetto chiamato nel 1953 a curare allestimento e arredi. Il suo lavoro è considerato un capolavoro della museografia del Novecento. È un museo da guardare due volte: per quello che c'è appeso e per come è appeso.
Tra le opere, nell'ex cappella c'è il Trionfo della Morte, affresco del Quattrocento illuminato dall'alto. Al primo piano sta l'Annunziata di Antonello da Messina, che è l'opera più celebre della galleria.
Il palazzo ha avuto una storia singolare. Francesco Abatellis, di origini lucchesi, maestro portolano del regno, fu pretore di Palermo e si fece fare la casa nel 1495. Non ebbe eredi da due mogli e dispose che dopo la morte della seconda diventasse un monastero di benedettine.
Non andò così: nel 1526 arrivarono le domenicane. Per ricavare celle e corridoi le ali furono frazionate e le finestre persero le colonnine. Nel 1553 diventò il monastero del Portolano.
Poi la guerra: nella notte tra il 16 e il 17 aprile 1943 un bombardamento fece crollare un'ala e parte di una torre. Dopo i restauri il palazzo fu trasformato in galleria e aperto il 23 giugno 1954.
Da non perdere
• Il cortile con il loggiato.
• Il Trionfo della Morte.
• L'Annunziata di Antonello da Messina.
• L'allestimento di Scarpa.
Lo sapevi?
• Il nome Abatellis è una corruzione di Patella, il cognome della famiglia di Francesco.
• Il museo nacque dalle opere della pinacoteca dell'università e delle collezioni del museo archeologico.