Palazzo Isnello

Palazzo Isnello

Via Vittorio Emanuele 203. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Isnello è un palazzo nobiliare del Settecento sul Cassaro, la strada principale della Palermo antica, tra piazza Borsa e il limite nord della Kalsa. Si chiama anche Palazzo Termine d'Isnello o Sant'Antimo al Cassaro. La facciata sembra sobria, ma dietro c'è un piano nobile affrescato, con uno dei capolavori della pittura siciliana del suo secolo.

La facciata del 1750 è in stile post-barocco, disegnata da un architetto ignoto e già con elementi che anticipano il neoclassicismo. Ha tre ordini e una balconata continua sul piano nobile, con sette aperture dai frontoni triangolari e curvilinei.

Al centro, tra due colonne di marmo africano, si apriva il portale d'onore, con un architrave decorato da triglifi, foglie d'acanto e mascheroni di leone, e gli stemmi dei Licata e dei Ruffo di Calabria. Nel Novecento fu chiuso per far posto a un negozio.

Nel salone da ballo c'è l'Apoteosi di Palermo di Vito D'Anna, un'allegoria trionfale con al centro il Genio di Palermo, antico protettore della città. È una delle otto grandi raffigurazioni del Genio, e l'unica dipinta.

La volta del Salone delle Quattro Stagioni è di Francesco Sozzi, con scene allegoriche in cornici a forma di ala di farfalla, soluzione usata qui per la prima volta.

In un salotto vicino c'è un affresco con Santa Rosalia, patrona di Palermo, ritoccato a fine Ottocento alla maniera del puntinismo. In un altro, una figura femminile regge lo stemma dei Termine.

Gli altri salottini hanno soffitti con stucchi rocaille e porcellane policrome a motivi di fiori e animali. Gli affreschi sono del 1760.

Il palazzo prese la forma attuale nel 1750, quando Vincenzo Termine, conte di Isnello, fece ampliare il nucleo cinquecentesco di Paolo Ferreri, inglobando sei edifici medievali. Dieci anni dopo chiamò i pittori a decorare il piano nobile.

Nell'Ottocento vi abitò lo storico e arabista Michele Amari. Nel 1843, dopo aver pubblicato «La guerra del Vespro siciliano», sgradita ai Borbone, dovette fuggire in Francia. Una targa sulla facciata di via Isnello lo ricorda.

Poi vennero i tagli. Nel 1929 i nuovi proprietari, la famiglia Napolitano, smantellarono lo scalone monumentale e trasferirono l'ingresso principale su via Isnello. Nel 1943 le bombe danneggiarono il palazzo, riparato nel dopoguerra.

Da non perdere
• L'Apoteosi di Palermo.
• Le Quattro Stagioni di Sozzi.
• La facciata sul Cassaro.

Lo sapevi?
• Dopo il terremoto del 2002 il palazzo ebbe lavori di consolidamento.
• Léon Dufourny, nel suo diario di fine Settecento, lo descrisse in cattive condizioni.