Porta dei Greci

Porta dei Greci

Via Romano Giuseppe 30. (Apri Mappa)

Descrizione

La Porta dei Greci è una delle antiche porte di Palermo, in piazza Kalsa, nel cuore del quartiere, di fronte al Foro Italico. Una volta apriva la città verso il porto. Oggi è incorporata in un palazzo, ma si riconosce ancora dal lato del mare.

Dal lato del mare la porta mostra le bugne a rilievo, che creano chiaroscuri forti, e le colonne con i capitelli. Sull'architrave corrono festoni di fiori e frutta, con figure umane sdraiate. Il lato interno è quasi privo di decorazioni.

In origine c'erano anche un'iscrizione e un'aquila armata, simbolo della città, andate perdute. L'intradosso era affrescato con immagini sacre da Giovanni Fernandez da Navarra, detto il Navarretto.

La porta ha un secondo nome, Porta d'Africa, o Porta Vega. Nel 1550 il viceré Giovanni de Vega rientrò dalla Tunisia, dove aveva combattuto il corsaro Dragut, ed entrò in trionfo da qui.

Come bottino di guerra portò a Palermo le porte di ferro della città conquistata, Mahdia: furono montate nel 1556. In contrapposizione a Porta Nuova, che esaltava la conquista di Tunisi, questa celebrava l'impresa di Mahdia.

Il progetto della ricostruzione, a metà Cinquecento, fu dell'ingegnere del Regno Pedro Prado. Il Senato invitò il poeta Antonio Veneziano a celebrare l'impresa in versi, ma l'iscrizione non esiste più.

La storia della porta è più lunga. Nel 1316 resistette, insieme a Porta Termini, agli assalti dell'esercito di re Roberto d'Angiò nelle guerre del Vespro, e nel 1325 vi si combatté di nuovo.

Il nome viene dalla vicina chiesa di San Nicolò dei Greci e, secondo alcuni studiosi, dai mercanti orientali, balcanici e albanesi, che abitavano la piazza vicina al porto.

Nel 1754 e nel 1783 furono demoliti i due bastioni ai lati, la porta fu spostata verso il mare e, intorno al 1840, vi fu costruito sopra il Palazzo Forcella De Seta, che l'ha inglobata.