Castello della Zisa

Castello della Zisa

Piazza Zisa. (Apri Mappa)

Descrizione

La Zisa è un palazzo estivo dei re normanni, a Palermo, costruito nel XII secolo con un'arte araba che oggi sorprende: era un edificio pensato per stare fresco senza condizionatori. Dal 1991 ospita il Museo d'arte islamica ed è patrimonio UNESCO nell'itinerario arabo-normanno.

Il nome viene dall'arabo al-Aziza, «la splendida». Sorgeva fuori dalle mura, dentro il Genoardo, il grande parco reale con padiglioni, giardini e specchi d'acqua. La cominciò Guglielmo I nel 1165, «con straordinaria velocità e ingenti spese», e la finì suo figlio Guglielmo II.

Il palazzo è un blocco compatto e simmetrico su tre ordini, con tre grandi archi al piano terra e una fila di arcate cieche in alto. In cima corre un'iscrizione in caratteri cufici, tagliata a intervalli in epoca medievale per ricavarne merli quando l'edificio diventò una fortezza.

Il segreto è la ventilazione. La facciata guarda verso il mare, per catturare le brezze della notte, che passavano sopra la grande peschiera davanti al palazzo, si inumidivano e poi entravano dai tre archi. Canne di ventilazione e finestre in riscontro tenevano l'aria in movimento.

Il cuore è la Sala della Fontana, dove il re riceveva la corte. Ha pianta quadrata e nicchie con semicupole decorate a muqarnas, le decorazioni a favo. In fondo, sotto un mosaico su fondo oro, l'acqua scivola su una lastra di marmo a chevron e corre in una canaletta fino alla peschiera.

Ai piani alti, piccole finestre si affacciano sulla sala: da lì si poteva seguire quel che succedeva sotto. Il primo piano era una zona residenziale, probabilmente per le donne. In cima c'era un atrio scoperto, un luogo di soggiorno estivo aperto all'aria e alla luce.

Nel Seicento il palazzo cambiò volto: nel 1635-36 Giovanni de Sandoval lo adattò a casa, aggiunse un piano e distrusse le scale originali per fare un grande scalone. Nel 1955 lo Stato lo espropriò. Nel 1971 crollarono alcune parti dell'ala destra, ma un restauro durato circa vent'anni lo restituì nel 1991.

Del complesso facevano parte anche un edificio termale, scoperto durante i restauri a ovest, e una cappella palatina, più a ovest.