Descrizione
San Cataldo è una piccola chiesa normanna del XII secolo, accanto a piazza Bellini, nel centro storico di Palermo. È una delle immagini simbolo della Palermo medievale: un cubo di arenaria coronato da tre cupole rosse, con archi ciechi di gusto islamico. Dal 2015 fa parte dell'itinerario arabo-normanno dell'UNESCO.
Da fuori colpisce il contrasto: pareti compatte e severe di arenaria, addolcite da arcate cieche e finestre traforate, e sopra tre cupole rosse emisferiche, una dietro l'altra. Il rosso è una scelta dell'Ottocento, e fa risaltare le cupole contro la pietra chiara.
Dentro l'impianto è semplice: tre corte navate divise da colonne, e la navata centrale scandita dalla sequenza delle tre cupolette. Il pavimento a tarsie di marmo, porfido e serpentino conserva in gran parte il suo disegno originale ed è tra i dettagli più preziosi della chiesa.
Su una parete interna, vicino all'ingresso, c'è l'iscrizione per la piccola Matilda, sepolta qui nel 1161. Alle absidi, nelle colonnine di marmo negli angoli, i capitelli portano il simbolo crociato dei cavalieri del Santo Sepolcro, che nel 1937 restaurarono la chiesa e la riportarono al culto.
A volerla, a metà del XII secolo, fu con ogni probabilità Maione da Bari, grande ammiraglio di re Guglielmo I. Era la cappella del suo palazzo. La sua origine pugliese spiegherebbe sia la dedica a san Cataldo, vescovo di Taranto, sia forse le tre cupole in fila.
Nel 1160 Maione fu assassinato e le sue proprietà vendute. Dal 1182 la chiesa fu concessa all'arcivescovo di Monreale. Con i secoli, soprattutto dopo il taglio di via Maqueda, la cappella fu quasi inghiottita dai nuovi edifici e finì incorporata nel palazzo delle Regie Poste: nel 1867 serviva da ufficio per smistare la corrispondenza.
La liberò l'architetto Giuseppe Patricolo, che nel 1882 guidò un restauro radicale: lavori finiti all'inizio del 1885. La chiesa fu liberata su tutti i lati e riportata all'aspetto normanno, con una configurazione forse mai avuta nella sua storia.
Dopo i bombardamenti del 1943 fu demolito un edificio seicentesco che ne nascondeva il lato verso via Maqueda. Nello slargo che si è aperto ai piedi della chiesa è riaffiorato un frammento delle mura puniche della città.
Da non perdere
• Le tre cupole rosse.
• Il pavimento a tarsie.
• L'iscrizione per la piccola Matilda.
• Le mura puniche.
Lo sapevi?
• Il rosso delle cupole è un'invenzione dell'Ottocento: fu una scelta di Patricolo.
• Dal 1937 la chiesa è affidata ai cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Da fuori colpisce il contrasto: pareti compatte e severe di arenaria, addolcite da arcate cieche e finestre traforate, e sopra tre cupole rosse emisferiche, una dietro l'altra. Il rosso è una scelta dell'Ottocento, e fa risaltare le cupole contro la pietra chiara.
Dentro l'impianto è semplice: tre corte navate divise da colonne, e la navata centrale scandita dalla sequenza delle tre cupolette. Il pavimento a tarsie di marmo, porfido e serpentino conserva in gran parte il suo disegno originale ed è tra i dettagli più preziosi della chiesa.
Su una parete interna, vicino all'ingresso, c'è l'iscrizione per la piccola Matilda, sepolta qui nel 1161. Alle absidi, nelle colonnine di marmo negli angoli, i capitelli portano il simbolo crociato dei cavalieri del Santo Sepolcro, che nel 1937 restaurarono la chiesa e la riportarono al culto.
A volerla, a metà del XII secolo, fu con ogni probabilità Maione da Bari, grande ammiraglio di re Guglielmo I. Era la cappella del suo palazzo. La sua origine pugliese spiegherebbe sia la dedica a san Cataldo, vescovo di Taranto, sia forse le tre cupole in fila.
Nel 1160 Maione fu assassinato e le sue proprietà vendute. Dal 1182 la chiesa fu concessa all'arcivescovo di Monreale. Con i secoli, soprattutto dopo il taglio di via Maqueda, la cappella fu quasi inghiottita dai nuovi edifici e finì incorporata nel palazzo delle Regie Poste: nel 1867 serviva da ufficio per smistare la corrispondenza.
La liberò l'architetto Giuseppe Patricolo, che nel 1882 guidò un restauro radicale: lavori finiti all'inizio del 1885. La chiesa fu liberata su tutti i lati e riportata all'aspetto normanno, con una configurazione forse mai avuta nella sua storia.
Dopo i bombardamenti del 1943 fu demolito un edificio seicentesco che ne nascondeva il lato verso via Maqueda. Nello slargo che si è aperto ai piedi della chiesa è riaffiorato un frammento delle mura puniche della città.
Da non perdere
• Le tre cupole rosse.
• Il pavimento a tarsie.
• L'iscrizione per la piccola Matilda.
• Le mura puniche.
Lo sapevi?
• Il rosso delle cupole è un'invenzione dell'Ottocento: fu una scelta di Patricolo.
• Dal 1937 la chiesa è affidata ai cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.