Descrizione
Il Museo Diocesano di Palermo ha sede nel Palazzo Arcivescovile, accanto alla Cattedrale: un museo d'arte sacra che raccoglie sculture, dipinti e arredi provenienti dalle chiese della città, in ordine cronologico, dall'epoca normanna in poi. Si visitano 27 sale su tre livelli.
Nacque nel 1927 per volontà del cardinale Alessandro Lualdi, che voleva salvare le opere delle chiese in disuso. Il primo nucleo erano le sculture che ornavano la Cattedrale prima del grande rifacimento del 1781, rimaste per un secolo e mezzo ammassate nei sotterranei.
Tra le sale spicca quella dedicata alla Tribuna di Antonello Gagini: il grande altare marmoreo della Cattedrale, smembrato nel rifacimento, di cui qui si vedono molti frammenti con bassorilievi come la Fuga in Egitto e gli Episodi della Passione.
Da non perdere anche la sala della scultura del Quattrocento, con Domenico Gagini e Francesco Laurana, e quella dei fondi oro, con la Madonna della perla del 1171 e il Ruolo dei confrati defunti di Antonio Veneziano, del 1388.
Al piano nobile si visitano le Stanze dei Vescovi, saloni di rappresentanza che furono tra i più fastosi di Palermo. Rimangono parti del ciclo di affreschi del 1733-1734 di Guglielmo Borremans e le finte prospettive di Gaspare Fumagalli.
Qui c'è anche la sala dedicata a Pietro Novelli, il grande pittore palermitano del Seicento. La Sala Verde è dedicata alla patrona di Palermo, santa Rosalia.
Il palazzo fu costruito a metà Quattrocento per volere dell'arcivescovo Simone Beccadelli, al posto di un edificio più antico alle spalle della Cattedrale. Del Quattrocento restano l'elegante trifora gotico-fiammeggiante e il portale gotico-catalano.
Il museo ha avuto una vita movimentata: riaperto nel 1952 con i quadri salvati dalle chiese bombardate, di nuovo nel 1972, poi nel 2004. Dopo il furto del Caravaggio all'oratorio di San Lorenzo, nel 1969, vi erano state portate molte opere di chiese chiuse. L'ultimo allestimento fu inaugurato il 10 luglio 2021.
Nacque nel 1927 per volontà del cardinale Alessandro Lualdi, che voleva salvare le opere delle chiese in disuso. Il primo nucleo erano le sculture che ornavano la Cattedrale prima del grande rifacimento del 1781, rimaste per un secolo e mezzo ammassate nei sotterranei.
Tra le sale spicca quella dedicata alla Tribuna di Antonello Gagini: il grande altare marmoreo della Cattedrale, smembrato nel rifacimento, di cui qui si vedono molti frammenti con bassorilievi come la Fuga in Egitto e gli Episodi della Passione.
Da non perdere anche la sala della scultura del Quattrocento, con Domenico Gagini e Francesco Laurana, e quella dei fondi oro, con la Madonna della perla del 1171 e il Ruolo dei confrati defunti di Antonio Veneziano, del 1388.
Al piano nobile si visitano le Stanze dei Vescovi, saloni di rappresentanza che furono tra i più fastosi di Palermo. Rimangono parti del ciclo di affreschi del 1733-1734 di Guglielmo Borremans e le finte prospettive di Gaspare Fumagalli.
Qui c'è anche la sala dedicata a Pietro Novelli, il grande pittore palermitano del Seicento. La Sala Verde è dedicata alla patrona di Palermo, santa Rosalia.
Il palazzo fu costruito a metà Quattrocento per volere dell'arcivescovo Simone Beccadelli, al posto di un edificio più antico alle spalle della Cattedrale. Del Quattrocento restano l'elegante trifora gotico-fiammeggiante e il portale gotico-catalano.
Il museo ha avuto una vita movimentata: riaperto nel 1952 con i quadri salvati dalle chiese bombardate, di nuovo nel 1972, poi nel 2004. Dopo il furto del Caravaggio all'oratorio di San Lorenzo, nel 1969, vi erano state portate molte opere di chiese chiuse. L'ultimo allestimento fu inaugurato il 10 luglio 2021.