Descrizione
La Palazzina Cinese è una dimora reale in stile orientale nel Parco della Favorita, a Palermo, ai piedi di Monte Pellegrino. Fu la residenza di campagna di re Ferdinando di Borbone, che la fece trasformare con il tetto a pagoda.
L'edificio ha pianta quadrata e tre piani, e il corpo centrale è coronato da un tetto a pagoda sorretto da un tamburo ottagonale. Al piano terra si aprono portici ad archi a punta, e sui lati due torrette con scale elicoidali.
Intorno ci sono i dettagli curiosi: i campanelli della grata d'ingresso, le travi di legno intagliate delle terrazze, gli smerli. In cima c'è una grande terrazza ottagonale coperta a pagoda, con il soffitto decorato.
Dentro la fantasia cambia stile a ogni piano. Nel seminterrato la sala da ballo e la saletta delle udienze, decorate da Giuseppe Velasquez; al primo piano il salone dei ricevimenti in stile cinese, con pannelli di stoffa dipinti, e la camera da letto del re con la volta cinese.
La stanza più celebre è la sala da pranzo, con la tavola matematica di Marvuglia: un ingegnoso meccanismo che sollevava le portate dalle cucine al piano di sotto, direttamente sul tavolo.
Al secondo piano c'era l'appartamento della regina Maria Carolina, con due salette di ricevimento e la camera da letto. Il giardino sul retro, sistemato nel 1800, ha un tempietto cinese e vasche di marmo bianco con grotte alla cinese.
Nel 1798 Ferdinando fuggì da Napoli, travolta dalla rivoluzione e dalle truppe napoleoniche, e si rifugiò a Palermo. Si innamorò della campagna a nord della città e nel 1799 fondò la Real Tenuta della Favorita, riserva di caccia ed esperimenti agricoli.
Per abitarci comprò una casa in stile cinese dal barone Benedetto Lombardo. L'architetto Venanzio Marvuglia, che l'aveva già costruita, tenne il gusto orientale e vi unì elementi Luigi XVI e pompeiani, con sale alla turca e ercolane. Con l'Unità d'Italia passò ai Savoia, poi allo Stato e infine al Comune.
L'edificio ha pianta quadrata e tre piani, e il corpo centrale è coronato da un tetto a pagoda sorretto da un tamburo ottagonale. Al piano terra si aprono portici ad archi a punta, e sui lati due torrette con scale elicoidali.
Intorno ci sono i dettagli curiosi: i campanelli della grata d'ingresso, le travi di legno intagliate delle terrazze, gli smerli. In cima c'è una grande terrazza ottagonale coperta a pagoda, con il soffitto decorato.
Dentro la fantasia cambia stile a ogni piano. Nel seminterrato la sala da ballo e la saletta delle udienze, decorate da Giuseppe Velasquez; al primo piano il salone dei ricevimenti in stile cinese, con pannelli di stoffa dipinti, e la camera da letto del re con la volta cinese.
La stanza più celebre è la sala da pranzo, con la tavola matematica di Marvuglia: un ingegnoso meccanismo che sollevava le portate dalle cucine al piano di sotto, direttamente sul tavolo.
Al secondo piano c'era l'appartamento della regina Maria Carolina, con due salette di ricevimento e la camera da letto. Il giardino sul retro, sistemato nel 1800, ha un tempietto cinese e vasche di marmo bianco con grotte alla cinese.
Nel 1798 Ferdinando fuggì da Napoli, travolta dalla rivoluzione e dalle truppe napoleoniche, e si rifugiò a Palermo. Si innamorò della campagna a nord della città e nel 1799 fondò la Real Tenuta della Favorita, riserva di caccia ed esperimenti agricoli.
Per abitarci comprò una casa in stile cinese dal barone Benedetto Lombardo. L'architetto Venanzio Marvuglia, che l'aveva già costruita, tenne il gusto orientale e vi unì elementi Luigi XVI e pompeiani, con sale alla turca e ercolane. Con l'Unità d'Italia passò ai Savoia, poi allo Stato e infine al Comune.