Parco della Favorita

Parco della Favorita

Case Rocca 3-7. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Parco della Favorita, ai piedi del Monte Pellegrino, è il polmone verde di Palermo: circa 400 ettari, il giardino più vasto della città e il quarto parco più grande d'Italia. Nato come tenuta reale dei Borbone, oggi è un parco cittadino.

Due lunghi viali, intitolati a Ercole e a Diana, lo attraversano in parallelo. Nati per il passeggio, oggi sono strade molto trafficate che portano fino a Mondello, la località balneare dei palermitani.

Il viale d'Ercole finisce con una fontana ottocentesca in stile neoclassico, con al centro la statua dell'eroe. Il viale Pomona, dedicato alla dea della frutta e dei giardini, li incrocia in perpendicolare.

La curiosità è la Palazzina Cinese, residenza del re, in stile orientaleggiante: nel palazzo c'era perfino un ingegnoso ascensore per portare le vivande dalle cucine direttamente in sala da pranzo. Nell'edificio accanto, nello stesso stile, c'è il Museo Etnografico Pitrè.

Nel parco si trova anche Villa Niscemi, residenza ricca di antichi arredi e opere d'arte. Da cercare il Patriarca della Favorita, un olivo millenario piantato forse in epoca arabo-normanna: il più longevo di Palermo, con un tronco di oltre undici metri.

Nel 1798 Ferdinando di Borbone scappò da Napoli davanti alle truppe di Napoleone e si rifugiò a Palermo. Si innamorò delle campagne a nord della città e, forse per nostalgia della reggia di Portici, nel 1799 espropriò i terreni di alcune famiglie e creò la tenuta.

La Favorita era tutto insieme: riserva di caccia, con fagiani, pernici e conigli, campo per esperimenti agricoli con agrumi e olivi, rifugio fresco nelle estati afose. Nei canali della palude si facevano perfino gare di pesca ai cefali e alle anguille.

Nel 1860 passò ai Savoia, che la aprirono al pubblico. Poi vide passare di tutto: nel 1918 l'aeroscalo per i dirigibili della Grande Guerra, tra il 1937 e il 1940 quattro edizioni della Targa Florio e, nel 1971, il primo concerto italiano dei Black Sabbath.