Galleria Regionale della Sicilia

Galleria Regionale della Sicilia

Via Alloro 2. (Apri Mappa)

Descrizione

La Galleria Regionale della Sicilia è la grande pinacoteca di Palermo: raccoglie l'arte dell'isola dal XII al XVII secolo, con capolavori di Antonello da Messina, scultori come Laurana e i Gagini, e artisti venuti da fuori, dai fiamminghi a Van Dyck. Ha sede nel quattrocentesco Palazzo Abatellis, nel quartiere della Kalsa.

La Morte arriva su un cavallo scheletrico, irrompe in un giardino e scocca frecce tra giovani e dame. Ai suoi piedi giacciono già papi e imperatori. Solo i miserabili che la invocano vengono risparmiati, quasi per beffa. È il Trionfo della Morte, grande affresco di autore ignoto, del 1445 circa, e sta nell'ex cappella, illuminato dall'alto.

Al primo piano si passa dal Salone delle croci, con le grandi croci dipinte, e dall'Ultima Cena del catalano Jaume Serra.

Eppure il Trionfo non è l'opera più importante: il primato spetta all'Annunziata di Antonello da Messina, nella sala dedicata a lui. La Vergine è colta nell'istante dell'annuncio: l'angelo le sta di fronte, ma resta invisibile. Restano il gesto della mano, il manto e uno sguardo magnetico. È considerata un'icona del Rinascimento italiano.

Al piano terra c'è il busto di Eleonora d'Aragona, scolpito da Francesco Laurana nel Quattrocento, dalle forme pure e dal volume pieno. Intorno, intagli lignei del XII secolo, sculture dei Gagini, tra cui la Madonna del latte di Domenico e maioliche a lustro metallico. Nelle sale fiamminghe brilla il Trittico Malvagna di Jan Gossaert, minuzioso come una miniatura.

Nell'ultima parte si arriva al Seicento. Di Antoon van Dyck ci sono la Santa Rosalia incoronata dagli angeli e la Madonna del Rosario. Van Dyck era a Palermo nei giorni terribili della peste del 1624 e propose una nuova immagine della santa, che influenzò gli artisti dopo di lui, come Pietro Novelli.

Vicino ci sono Mattia Preti, Luca Giordano, Ribera e il francese Simon Vouet. Le sale verdi chiudono con la Sfera d'Oro, grande ostensorio del Seicento in oro, argento dorato, smalti e diamanti, venuto dai padri Filippini all'Olivella.

Molte opere arrivano da due strade. Una è la pinacoteca dell'università, passata poi al museo archeologico; l'altra sono i beni di chiese e conventi soppressi nel 1866. Dal 1954 stanno nel Palazzo Abatellis, con un allestimento di Carlo Scarpa considerato un capolavoro della museografia del Novecento.

Da non perdere
• Il Trionfo della Morte.
• L'Annunziata di Antonello da Messina.
• Il busto di Eleonora d'Aragona.
• Il Trittico Malvagna.
• La Sfera d'Oro.

Lo sapevi?
• Il Trionfo della Morte viene da Palazzo Sclafani.
• Dopo la Seconda guerra mondiale il palazzo, bombardato nel 1943, fu ricostruito proprio per ospitare la galleria.