Descrizione
I Quattro Canti sono la piazza ottagonale che segna il centro di Palermo: qui si incrociano i due assi della città antica, il Cassaro, oggi corso Vittorio Emanuele, e via Maqueda. Le quattro facciate curve, una per ogni angolo, formano una scenografia barocca fatta di fontane, statue e stemmi, da guardare girando lentamente su se stessi.
Il nome ufficiale è piazza Villena, dal viceré spagnolo marchese di Villena, ma le fonti antiche la ricordano come Ottangolo o Teatro del Sole. A qualunque ora del giorno almeno una delle quattro facciate è illuminata dal sole.
Ogni facciata si legge dal basso verso l'alto, come una salita dalla natura al cielo. In basso ci sono le fontane dei fiumi della città antica, Oreto, Kemonia, Pannaria e Papireto. Sopra, in un ordine dorico, le quattro stagioni, rappresentate da Eolo, Venere, Cerere e Bacco.
Più in alto, nell'ordine ionico, stanno i sovrani spagnoli: Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV. In cima ci sono le quattro sante palermitane, Agata, Ninfa, Oliva e Cristina, patrone della città prima dell'arrivo di santa Rosalia, nel 1624.
L'idea nacque nel 1608, quando il viceré affidò all'architetto fiorentino Giulio Lasso la sistemazione dell'incrocio. Il modello erano le Quattro Fontane di Roma, ma la versione palermitana venne molto più ricca. Lasso morì prima della fine e il lavoro passò a Mariano Smiriglio, che cambiò il programma.
Nel 1609 la parte strutturale dei due cantoni di Santa Ninfa e Sant'Agata era già finita, con gli stemmi del viceré; nel 1612 era completo quello di Santa Cristina.
Al posto dei re, in cima, mise le sante. Le statue in marmo, scolpite da Carlo D'Aprile tra il 1661 e il 1663, arrivarono molto dopo l'inizio dei lavori. Un antico detto riassumeva lo spirito del posto: «feste e forche a Piazza Villena», perché qui si festeggiava e si eseguivano le condanne.
Lungo corso Vittorio Emanuele, la facciata destra della chiesa di San Giuseppe dei Teatini fu decorata nel 1844 e viene chiamata il Quinto Canto.
La piazza è anche un set: alcune scene del film Palermo Shooting, del 2008, sono state girate qui.
Da non perdere
• Le fontane dei fiumi.
• Le quattro stagioni.
• Le sante Agata, Ninfa, Oliva e Cristina.
• Il Quinto Canto.
Lo sapevi?
• Le statue dei re dovevano essere in bronzo: dei quattro progetti ne furono eseguiti solo due, e nessuno è finito qui.
• Le conche inferiori delle fontane sono ottocentesche: servirono a compensare il dislivello nato quando la piazza fu ribassata.
Il nome ufficiale è piazza Villena, dal viceré spagnolo marchese di Villena, ma le fonti antiche la ricordano come Ottangolo o Teatro del Sole. A qualunque ora del giorno almeno una delle quattro facciate è illuminata dal sole.
Ogni facciata si legge dal basso verso l'alto, come una salita dalla natura al cielo. In basso ci sono le fontane dei fiumi della città antica, Oreto, Kemonia, Pannaria e Papireto. Sopra, in un ordine dorico, le quattro stagioni, rappresentate da Eolo, Venere, Cerere e Bacco.
Più in alto, nell'ordine ionico, stanno i sovrani spagnoli: Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV. In cima ci sono le quattro sante palermitane, Agata, Ninfa, Oliva e Cristina, patrone della città prima dell'arrivo di santa Rosalia, nel 1624.
L'idea nacque nel 1608, quando il viceré affidò all'architetto fiorentino Giulio Lasso la sistemazione dell'incrocio. Il modello erano le Quattro Fontane di Roma, ma la versione palermitana venne molto più ricca. Lasso morì prima della fine e il lavoro passò a Mariano Smiriglio, che cambiò il programma.
Nel 1609 la parte strutturale dei due cantoni di Santa Ninfa e Sant'Agata era già finita, con gli stemmi del viceré; nel 1612 era completo quello di Santa Cristina.
Al posto dei re, in cima, mise le sante. Le statue in marmo, scolpite da Carlo D'Aprile tra il 1661 e il 1663, arrivarono molto dopo l'inizio dei lavori. Un antico detto riassumeva lo spirito del posto: «feste e forche a Piazza Villena», perché qui si festeggiava e si eseguivano le condanne.
Lungo corso Vittorio Emanuele, la facciata destra della chiesa di San Giuseppe dei Teatini fu decorata nel 1844 e viene chiamata il Quinto Canto.
La piazza è anche un set: alcune scene del film Palermo Shooting, del 2008, sono state girate qui.
Da non perdere
• Le fontane dei fiumi.
• Le quattro stagioni.
• Le sante Agata, Ninfa, Oliva e Cristina.
• Il Quinto Canto.
Lo sapevi?
• Le statue dei re dovevano essere in bronzo: dei quattro progetti ne furono eseguiti solo due, e nessuno è finito qui.
• Le conche inferiori delle fontane sono ottocentesche: servirono a compensare il dislivello nato quando la piazza fu ribassata.